Comitato per la Lotta Contro la Fame nel Mondo di Forlì
Annalena - pag.4
Vivo sola perché le compagne di strada, che assieme ai poveri fecero della mia vita un paradiso in terra durante i miei diciassette anni di deserto, si dispersero dopo che io fui costretta a lasciare il Kenya. Fu nel 1984. Il governo del Kenya tentò di commettere un genocidio a danno di una tribù di nomadi del deserto. Avrebbero dovuto sterminare cinquantamila persone. Ne uccisero mille. Io riuscii a impedire che il massacro venisse portato avanti e a conclusione. Per questo un anno dopo fui deportata. Tacqui nel nome dei piccoli che avevo lasciato a casa e che sarebbero stati puniti se io avessi parlato.
Parlarono invece i Somali con una voce e lottarono perché si facesse luce e verità sul genocidio. Sono passati sedici anni e il Governo del Kenya ha ammesso pubblicamente la sua colpa, ha chiesto perdono, ha promesso compensazioni per le famiglie delle vittime.
I giornali e la BBC hanno parlato a lungo del mio intervento. E oggi molti dei Somali che avevano remore contro di me mi hanno accettato e sono diventati miei amici. Oggi sanno che ero pronta a dare la vita per loro, che ho rischiato la vita per loro.
Al tempo del massacro, fui arrestata e portata davanti alla corte marziale … Le autorità, tutti non Somali, tutti cristiani, mi dissero che mi avevano fatto due imboscate a cui ero provvidenzialmente sfuggita, ma che non sarei sfuggita una terza volta ... poi uno di loro, un cristiano praticante, mi chiese che cosa mi spingeva ad agire così. Gli risposi che lo facevo per Gesù Cristo che chiede che noi diamo la vita per i nostri amici.
Ora io ho esperimentato più volte nel corso della mia ormai lunga esistenza che non c'è male che non venga portato alla luce, non c'è verità che non venga svelata. L'importante è continuare a lottare come se la verità fosse già fatta e i soprusi non ci toccassero, e il male non trionfasse. Un giorno il bene risplenderà.
A DIO chiediamo la forza di saper attendere, perché può trattarsi di lunga attesa … anche fino a dopo la nostra morte.Io vivo nell'attesa di DIO e capisco che mi pesa meno che ad altri, l'attesa delle cose degli uomini.
Vivo calata profondamente in mezzo ai poveri, ai malati, a quelli che nessuno ama. Mi occupo principalmente di controllo e cura della Tubercolosi.
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