Comitato per la Lotta Contro la Fame nel Mondo di Forlì
Per la prima volta dopo 15 anni di testimonianza silenziosa nell’intollerante e rigido mondo islamico, Annalena professò apertamente e con forza la sua fede cristiana per la quale l’amore è più forte dell’odio e di ogni minaccia e può comportare anche il sacrificio della vita.
Da allora, senza aspirare alla “grazia del martirio “ (era troppo dimentica di sé !), ebbe constantente presente la possibilità di una morte violenta, come conseguenza naturale e necessaria della sequela di Cristo : “L’amore può significare anche accettare di morire per gli altri. Morire è come vivere. Camminare consiste tanto nell’alzare il piede che nel posarlo…la mia vita è per loro…io debbo vivere e morire per loro…potessi io vivere e morire d’amore. Mi sarà dato ?”.
Diciotto anni dopo, Domenica, 5 Ottobre 2003, di sera dopo l’ultima visita ai suoi ammalati, per mano d’ignoti, Annalena viene uccisa.